| OOP (Object Oriented Programming - Programmazione orientata agli oggetti) | ||
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D. McIlroy, in un workshop della NATO, sulla crisi del software, nel 1968 diceva: Perchè il software non è simile all'hardware ? Perchè ogni nuovo sviluppo deve ripartire da zero ? Ci dovrebbero essere cataloghi di moduli software, come ci sono cataloghi di dispositivi VLSI: quando si costruisce un sistema nuovo, si dovrebbero ordinare e combinare insieme componenti trovate su questi cataloghi, piuttosto inventare ogni volta la ruota. Si risolverebbero così alcuni dei problemi quali, gli alti costi, il rispetto dei tempi di consegna, l'affidabilità. Questi problemi si pongono quando il progetto software supera una certa dimensione critica, in cui non basta più l'ingegnosità dei singoli programmatori ma diventa fondamentale la fase di analisi volta a scomporre il sistema in sottosistemi. Con la OOP, cambia l'approccio al problema e conseguentemente il modo di architettare il software, non i costrutti logici di base, sempre validi e denominatore comune a qualsiasi metodologia di sviluppo. Nel paradigma procedurale il programma viene scomposto in procedure più elementari (sottoprogrammi). Le procedure operano su dei dati ma dati e procedure restano due entità distinte. Nel paradigma ad oggetti un programma è visto come un sistema composto da entità (oggetti) che interagiscono fra di loro.
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